Meglio un antifurto casa in comodato d’uso o di proprietà?
Scopri perché un antifurto di proprietà offre libertà, risparmio e maggiore sicurezza rispetto al comodato d’uso
Il settore della sicurezza ha fatto degli importanti passi in avanti, sia per quanto riguarda l’efficacia e l’affidabilità degli impianti che possono essere installati nelle case o nelle aziende che per quanto riguarda le formule con cui questi sistemi vengono messi a disposizione. Le due opzioni più comuni sono rappresentate dall’antifurto di casa in comodato gratuito e dall’antifurto di casa di proprietà. In questa pagina metteremo a confronto queste due soluzioni per scoprire qual è quella che offre offre i migliori vantaggi in termini di sicurezza, risparmio e libertà.
Come funziona un antifurto casa in comodato d’uso
Nel corso degli ultimi anni si è diffusa sempre di più la formula dell’antifurto di casa in comodato d’uso. In base al tipo di soluzione scelta le condizioni possono variare, ma tutti questi contratti sono accomunati da una serie di caratteristiche. In estrema sintesi, si può dire che questa opzione comporta l’installazione di un sistema di sicurezza senza acquisto, ma con il pagamento di un canone (solitamente a cadenza mensile) per una gamma di servizi come il collegamento alla centrale operativa, il monitoraggio continuo, la manutenzione e così via. Sulla carta sembra una ghiotta opportunità, perché permette di beneficiare di un antifurto senza dover sostenere l’investimento che bisognerebbe affrontare per acquistarne uno, ma ci sono diversi aspetti di cui bisogna tenere conto per capire se si tratta di una soluzione davvero vantaggiosa.
Innanzi tutto, è necessario chiarire che gli antifurto in comodato d’uso comportano due tipologie di costi. Il primo è rappresentato dal costo sostenuto per l’attivazione e l’installazione dell’impianto, mentre il secondo è rappresentato dal canone che bisogna versare ogni mese. E a proposito del canone, è importantissimo informarsi molto bene sui servizi che vi sono inclusi. Un altro punto fondamentale è la durata del contratto: quando arriva la scadenza (ma lo stesso vale anche in caso di disdetta), i dispositivi che compongono l’impianto devono essere restituiti, con l’edificio che torna ad essere vulnerabile, sprovvisto una protezione contro i ladri.






