Come realizzare un impianto elettrico bagno a norma
Tutto quello che c’è da sapere sugli impianti elettrici zona 0 bagno
All’interno di una casa o di qualsiasi altra tipologie di edificio, il bagno rappresenta uno degli ambienti più importanti. Ma non è tutto: risulta essere anche uno degli ambienti più a rischio! Per questo motivo sono state stabilite delle regole ben precise in merito all’installazione sia degli impianti elettrici che degli impianti termo-sanitari. Scopriamo quali sono le disposizioni più importanti in materia, come si realizza un impianto elettrico bagno a norma e a chi affidare il lavoro.

Impianto elettrico bagno: cosa sapere
Perché il bagno viene considerato un ambiente a rischio? All’interno di questo locale sono presenti fonti d’acqua, tubazioni, apparecchi elettrici ad alto voltaggio che spesso vengono impiegati contemporaneamente (scaldabagno, fon, piccole stufe e così via), vapore acqueo ad alta temperatura, schizzi d’acqua e tanto altro: un mix che fa crescere notevolmente i potenziali rischi per l’incolumità delle persone. Ci sono degli accorgimenti che permettono di ridurre questi rischi (ad esempio attaccare un solo apparecchio ad ogni presa di corrente, evitando le ciabatte e le multipresa, e non usare apparecchi elettrici quando si è bagnati), ma la sicurezza è garantita soprattutto da un impianto elettrico bagno realizzato a norma. Sono state stabilite delle regole importantissime che riguardano, tra le altre cose, il posizionamento delle prese elettriche, che devono trovarsi ad almeno 1,10 metri dal detta e ad una distanza di sicurezza dalla vasca/doccia, la disposizione degli interruttori e dell’apparecchiatura di alimentazione. Ovviamente i lavori devono essere eseguiti da un tecnico installatore specializzato: solo questa figura professionale può rilasciare una dichiarazione di conformità dell’impianto.

Le zone degli impianti elettrici nei bagni
Una delle leggi più importanti in merito alla realizzazione di un impianto elettrico del bagno è la norma CEI 64-8. Il suo testo prevede la suddivisione del bagno in quattro diverse zone: la zona 0 coincide con l’area in cui si trovano la vasca o il piatto doccia; la zona 1 è quella che parte dal limite superiore della vasca o del piatto doccia e si sviluppa in altezza fino a 2,25 metri; la zona 2 mantiene la stessa altezza della zona 1, ma si estende nei 60 centimetri che circondano la zona 1; tutto il resto rientra nella zona 3 (fino ad un massimo di 2,4 metri di distanza dalla zona 2). Scopriamo meglio le varie zone e vediamo quali sono le restrizioni previste dalla normativa per ciascuna di esse.
Zona 0
La zona 0 in pratica coincide con il volume interno della vasca oppure all’area ricoperta dal piatto della doccia. In questa zona non si possono installare prese elettriche e quasi tutti gli apparecchi elettrici. Vi si possono installare esclusivamente apparecchi a bassissima tensione dotati di un grado di protezione di almeno IPX7 (ovvero apparecchi protetti dall’immersione temporanea).
Zona 1
La zona 1 coincide orizzontalmente con la zona 0 (quindi volume vasca o piatto doccia), ma si estende verticalmente per 2.25 metri dal pavimento. In questa zona si possono installare solo apparecchi di illuminazione a bassa tensione e apparecchi elettrici con un grado di protezione di almeno IPX4 (ovvero apparecchi protetti dagli spruzzi e dagli schizzi d’acqua).
Zona 2
La zona 2 si estende per 60 centimetri intorno alla zona 1 e si sviluppa verticalmente fino all’altezza di 2,25 metri. In questa area si possono installare apparecchi di illuminazione e di riscaldamento, unità idromassaggio, scaldaacqua e ventilatori che abbiano un grado di protezione almeno IPX4.
Zona 3
La zona 3 comprende tutto quello che si trova all’esterno delle zona 0,1 e 2 e i suoi limiti sono rappresentati dalle pareti. In questa zona ci sono meno restrizioni, infatti sono consentiti apparecchi con livello di protezione minimo IPX1 (ovvero apparecchi che, nella loro posizione normale, sono protetti dalla caduta verticale di gocce d’acqua).
Come realizzare impianti elettrici in bagno a norma
Al di là della suddivisione in zone ed agli apparecchi che possono essere impiegati al loro interno, la normativa stabilisce ulteriori regole in merito alla realizzazione dell’impianto elettrico in bagno: scopriamo nel dettaglio quali sono.

Componenti e Materiali
Per realizzare un impianto elettrico per il bagno occorrono diversi materiali e componenti. È obbligatorio un salvavita, ovvero un interruttore differenziale da 30 mA per l’intero impianto e per i circuiti del bagno. Servono cavi elettrici adeguati alla potenza richiesta: per evitare surriscaldamenti si dovrebbe optare per cavi dalla sezione di 1,55 mm per le luci e 2.5 mm per le prese. Tutti i cavi devono essere nascosti e servono anche le cassette per incasso per gli interruttori e le prese. Tutte le apparecchiature devono essere certificate (marchio CE o CEI) e devono avere un grado di protezione in linea con quanto previsto per la zona in cui vengono installate.
Prese
La legge prevede che nel bagno siano presenti un punto presa (due se c’è la lavatrice) e due punti luce. Non è possibile installare prese all’interno delle zone 0 e 1: non possono essere vicine all’acqua; nella zona 2 possono essere installate solo prese dotati di trasformatori isolati in classe II (ovvero a bassa potenza e inseriti dentro le prese stesse). Di solito vengono posizionate ad un’altezza non inferiore ai 110 centimetri dal pavimento.
Interruttori
Gli interruttori vanno posizionati al di fuori delle zone che presentano un elevato rischio di contatto con l’acqua, quindi (ad eccezione di quelli che non sono a basso voltaggio), possono essere installati solo al di fuori delle zone 0 e 1.
Distanze
È fondamentale rispettare le distanze. Le prese devono stare ad una distanza di 60/120 centimetri dalla vasca, dal box doccia o dal lavandino e deve devono essere ad un’altezza di almeno 110 centimetri dal pavimento: questa distanza è stata imposta per garantire i massimi livelli di sicurezza e di accessibilità. La presa per la lavatrice deve essere installata nei pressi del raccordo idraulico, ma comunque al di fuori della zona 2.




